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PARTITO
EXPReS
Radiotelescopio
grande quanto il Mondo
Se ad Archimede
bastava un punto d'appoggio per sollevare il mondo, ai radioastronomi
del progetto internazionale EXPReS (Express Production Real-time e-VLBI
Service) sono state sufficienti alcune antenne sparse su tre continenti
e una rete telematica ad altissima velocita' per trasformare il mondo
in un unico, enorme, radiotelescopio in grado di produrre dati in tempo
reale.
Ci sono riusciti ora, per la prima volta, utilizzando sei
radiotelescopi distribuiti tra Europa, Cina e Australia, collegati fra
loro e al correlatore, un supercomputer situato in Olanda, tramite una
rete intercontinentale a 256 Mbit/s.
E nel progeto anche l'Italia e' in pole.
"Il risultato e' strepitoso: la
risoluzione ottenuta e' equivalente a quella di un solo radiotelescopio
con una parabola grande quasi come l'intero globo.
E' di fatto un telescopio con una capacita' di osservare i
dettagli degli oggetti celesti cento volte piu' accurata di quella dei
migliori telescopi ottici oggi esistenti" spiega l'Inaf, l'Istituto
Nazionale di Astrofisica tra i maggiori partner del progetto
internazionale.
Tra i sei radiotelescopi
coinvolti nel test appena realizzato, infatti, c'e' anche quello
italiano di Medicina, vicino a Bologna.
Una parabola da 32 metri di diametro dell'Istituto di
Radioastronomia (Ira) dell'Inaf.
"E' stata usata la nostra
antenna -spiega Luigina Feretti, direttore dell'Ira- perche' e' una tra
le poche in Europa a disporre di un collegamento in fibra ottica ad
alta velocita'.
Normalmente, per osservazioni Vlbi su scala cosi' grande,
occorre salvare i dati su dischi rigidi e poi trasportarli fisicamente
in Olanda, al computer che correla tutti i segnali fra loro.
Un'operazione lunghissima, che richiede settimane, a volte
mesi.
Ora abbiamo dimostrato che e' possibile farlo in tempo
reale".
Il sistema Vlbi (Very Long
Baseline Interferometry) funziona un po' come l'Othello, il gioco di
strategia in cui si catturano le pedine avversarie chiudendole fra due
pedine proprie.
Solo che nel Vlbi le 'pedine' agli estremi sono due
radio-antenne, e tutto quello che si trova in mezzo viene a sua volta
trasformato in un'unica enorme antenna virtuale.
Dunque, piu' le due antenne sono distanti, piu' grande
risultera' il radiotelescopio ottenuto.
"Nel caso dell'e-Vlbi
(electronic-Vlbi), la configurazione appena sperimentata, -continua
l'Inaf- la novita' sta nella velocita' del sistema: le 'pedine' si
ribaltano in un istante. Ovvero, le osservazioni dell'immenso
radiotelescopio virtuale sono immediatamente disponibili agli
astronomi, senza necessita' di alcuna attesa per la ricostruzione dei
dati". "Cosi', per esempio, -aggiunge l'Ente di ricerca-
durante la fase di test che aveva come 'estremi' il radiotelescopio di
Medicina e quello di Shanghai, e' come se fosse stata dispiegata
un'immensa parabola di ricezione che si estende dall'Italia alla Cina".
La prossima tappa del progetto
EXPReS prevede di allargare il numero di antenne coinvolte fino a
comprendere anche Sudafrica, Sudamerica e Stati Uniti e di utilizzare
reti a 1 Gigabit, di cui il radiotelescopio di Medicina e' gia'
fornito.
"E' sempre stata un'antenna
tecnologicamente all'avanguardia -conferma Luigina Feretti- e ora
stiamo applicando le competenze e le tecnologie sviluppate negli anni a
Medicina sul nuovo radiotelescopio in costruzione in Sardegna, l'Srt,
sempre dell'Inaf", un gigante con una parabola da 64 metri di diametro.
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