Non ti fumare la Terra

ALMANACCO di TEMPOPREZIOSO



La velocità con cui il genere umano ha utilizzato le risorse della Terra negli ultimi 20 anni ha messo a rischio la sopravvivenza dell’umanità e minaccia di estinzione le specie animali.

È questa la conclusione a cui sono giunti 1.400 scienziati, impegnati nello studio sullo stato del pianeta dal 1987 a oggi per conto delle Nazioni Unite.
La ricerca ha evidenziato che ogni singolo individuo richiede oggi un terzo in più della terra che il pianeta può mettergli a disposizione per soddisfare le sue esigenze.
 Le stesse attività umane mettono in serio pericolo anche la biodiversità: un terzo degli anfibi, il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli sono infatti a rischio estinzione, mentre ogni anno uno dei 10 fiumi più grandi del mondo è asciutto prima di arrivare al mare.
 Il quadro tracciato dagli studiosi rafforza

«l’urgente appello all’azione»

lanciato dal Programma per l’ambiente dell’Onu (Unep) a fronte dell’ormai prossimo

 «punto di non ritorno».

Questi i principali dati emersi dallo studio sugli sviluppi registrati negli ultimi 20 anni, riportato oggi dalla stampa britannica:
- la popolazione mondiale è cresciuta del 34%;
- il reddito annuale è aumentato del 40%;
- ogni anno si perdono 73.000 chilometri quadrati di foresta, pari a 3,5 volte la grandezza del Galles;
- ogni anno 75.000 persone vengono uccise dai disastri naturali;
- tre milioni di persone sono morte per malattie legate all’acqua;
- dieci milioni di bambini con meno di 10 anni sono deceduti;
- la produzione agricola di un appezzamento di terreno è diminuita del 39% rispetto agli anni ottanta;
- il 60% dei principali fiumi del pianeta sono stati chiusi o deviati;
- oltre la metà di tutte le città del mondo eccede i limiti di inquinamento indicati dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

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