Energia dal SOLE

ALMANACCO di TEMPOPREZIOSO
 Il sole inonda la Terra di gran luce e calore.
 Insostenibili, a volte, per i nostri occhi e per il nostro sistema di regolazione della temperatura corporea. La sua potenza energetica è enorme: senza protezione potrebbe accecarci o toglierci le forze vitali. L'energia prodotta ogni anno da questa stella ammonta a circa 400 milioni di TeraWattora (TWh). Un quantitativo trentamila volte superiore all’energia consumata mediamente sul nostro pianeta in un anno (circa 15000 TWh nel 2004). Eppure, se si esclude la leggendaria storia di Archimede che, oltre duemila anni fa, inventò gli “specchi ustori” per combattere la flotta nemica, è solo da poco tempo che alla grande stella si guarda come fonte di energia sfruttabile per produrre, secondo le necessità, calore o elettricità. Il sole è una sorgente naturale ed inesauribile (almeno nella scala di qualche milione di anni). Insieme al vento, all’acqua e al calore del sottosuolo è una delle “energie rinnovabili” più conosciute, cui sembra legarsi con sempre maggior urgenza il nostro prossimo destino di società sviluppate e industrializzate. L’esigenza di utilizzare queste fonti energetiche nasce, soprattutto, da una nuova sensibilità per le tematiche ambientali e dal progressivo esaurimento delle fonti energetiche considerate “tradizionali” tra le quali rivestono un ruolo fondamentale i combustibili fossili. Ad oggi, infatti, secondo quanto si legge nel Rapporto Energia ed Ambiente 2006 dell’Enea, l’80 per cento dell’energia utilizzata nel mondo viene generata da petrolio, carbone e gas naturale. Oltre alla caratteristica “esauribilità” di tali fonti, esiste un problema di impatto ambientale, dovuto al loro massiccio sfruttamento. L’anidride carbonica, generata dalla combustione di idrocarburi, è uno dei gas coinvolti nella creazione del cosiddetto “effetto serra”, considerato tra le cause principali del riscaldamento globale e dei conseguenti cambiamenti climatici sul nostro pianeta. Un fenomeno che ha portatoall’approvazione nel 2005 del Protocollo di Kyoto, che impone una drastica riduzione a livello mondiale (nell’ordine del 5% entro il 2012) delle emissioni dannose per l’ambiente. È idea diffusa che questo obiettivo possa essere raggiunto solo incrementando l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Come sfruttare l’energia del sole Le tecnologie che sono attualmente disponibili per sfruttare l’energia prodotta dal sole sono molteplici. Le più utilizzate sono sicuramente i collettori solari per la produzione di energia termica ed i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. I pannelli fotovoltaici sono composti da unità elementari, chiamate “celle fotovoltaiche”. La conversione da energia solare in energia elettrica è resa possibile grazie al cosiddetto effetto fotovoltaico, che si manifesta quando i materiali semiconduttori, come il silicio, opportunamente drogati, assorbono parte della radiazione elettromagnetica e la convertono in corrente elettrica.

 Campo fotovoltaico

 Verso una maggiore sostenibilità nella produzione di energia elettrica Gli impianti fotovoltaici possono essere classificati secondo diversi criteri. Il primo riguarda la tipologia di pannelli impiegati per captare i raggi solari, in questo caso si parlerà di pannelli fotovoltaici piani e pannelli fotovoltaici a concentrazione. Un’altra distinzione si basa sul tipo materiale semiconduttore impiegato nelle celle, che può essere silicio monocristallino, silicio policristallino e silicio amorfo. In relazione all’uso finale dell’energia elettrica prodotta, infine, gli impianti fotovoltaici sono detti stand-alone, se alimentano utenze isolate, e grid connected, se l’energia è immessa nella rete elettrica di distribuzione. Proprio nel caso di impianti grid connected, il fotovoltaico sembra avere notevoli margini di sviluppo, finora troppo spesso rallentato da costi di impianto e gestione troppo elevati e dai timori suscitati negli utenti dall’aleatorietà della fonte solare. Alcune problematiche connesse all’impiego del fotovoltaico sono state oggetto del progetto di ricerca PRIN dal titolo “Integrazione di fonti rinnovabili e sistemi di accumulo per generazione distribuita di energia elettrica”, coordinato dal Professor Enrico Pagano del Dipartimento di Ingegneria Elettrica (Diel) dell’Università di Napoli Federico II, e finanziato dal Ministero dell'Universita e Ricerca (Mur). Il progetto è incentrato su due problematiche fondamentali: la ricerca di sistemi di accumulo di energia elettrica affidabili per gli impianti di generazione stand alone, cioè quelle utenze dove l’unica energia elettrica esistente è quella generata con l’impianto fotovoltaico e si necessita, dunque, di sistemi di accumulo (batterie, supercondensatori e celle a combustibile) che siano in grado di fornire energia elettrica anche nelle giornate di scarsa insolazione, e la ricerca sulle tecnologie di interfaccia che consentano l’immissione dell’energia elettrica prodotta dall’impianto solare (in corrente continua) nella rete elettrica di distribuzione (in corrente alternata). La ricerca risponde all’esigenza crescente di adattare le nostre infrastrutture ad un sistema “sostenibile” di generazione e distribuzione dell’energia elettrica, resa ancora più impellente dalla progressiva liberalizzazione del mercato dell’energia. Il futuro è infatti rappresentato dal modello di generazione distribuita, costituito da generatori elettrici di taglia medio piccola, che sfruttano fonti energetiche rinnovabili, distribuiti sul territorio e di supporto agli impianti di generazione elettrica già esistenti.

 Il fotovoltaico in Italia e nel mondo

 La nascita di questa tecnologia risale agli anni cinquanta. All’inizio era utilizzata in applicazioni spaziali e solo successivamente, dopo le prime crisi petrolifere, vennero avviate attività di ricerca per un suo uso terrestre. Nel giro di pochi anni sia questa tecnologia, sia quella connessa allo sfruttamento delle sorgenti eoliche hanno assunto una sempre maggiore importanza nel campo delle energie rinnovabili. Solo nell'ultimo decennio il mercato mondiale del fotovoltaico ha registrato incrementi medi del trenta e quaranta per cento annui. I Paesi che più sfruttano l’energia solare attraverso questa tecnologia sono la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti, l’Austria, l’Olanda, la Svizzera e la Spagna. In Italia le tecnologie che fanno impiego di fonti di energia rinnovabile stentano ancora a decollare: si pensi che nel 2006 in Germania la potenza elettrica istallata degli impianti fotovoltaici era di 600 MW, mentre in Italia la stessa potenza installata era non superiore ai 50 MW. Grazie ai numerosi progetti di ricerca e ai nuovi strumenti di incentivazione del Governo, come il Conto Energia, il terreno perduto dall’Italia potrà essere recuperato. La ricerca, soprattutto, dovrà essere uno strumento di supporto per la crescita del mercato del fotovoltaico, perché aiuterà a risolvere le principali problematiche tecniche e tecnologiche inerenti l’impiego della sorgente solare nelle applicazioni civili e industriali.
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