I Diritti del Malato

ALMANACCO di TEMPOPREZIOSO
I diritti fondamentali

 La Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea

 La Carta dei diritti fondamentali, che rappresenta il primo “mattone” della costituzione europea, è il principale punto di riferimento della presente Carta.
 Essa afferma una serie di diritti universali, non disponibili per gli organi dell’Unione e gli stati membri ai quali si applica e neppure per i singoli che ne godono.
 Questi diritti trascendono l’appartenenza nazionale e non sono quindi discriminati da criteri di cittadinanza, ma riguardano la persona umana come tale.
 Essi esistono anche quando le leggi nazionali non prevedono la loro tutela: la loro sola enunciazione generale è sufficiente per legittimare ciascuno a reclamarne la traduzione in concrete procedure e garanzie positive.
 Secondo l’articolo 51, infatti, le leggi nazionali devono conformarsi alla Carta di Nizza, ma questo non scavalca le costituzioni nazionali, le quali saranno applicate quando garantiscono un più alto livello di protezione (art. 53).
 In conclusione, i singoli diritti stabiliti nella Carta di Nizza devono essere interpretati estensivamente, cosicché il richiamo ai correlati principi generali possa coprire gli eventuali vuoti nelle singole previsioni.
 L’articolo 53 della Carta di Nizza stabilisce un diritto alla salute come “diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali”.
 L’articolo 53, inoltre, stabilisce che l’Unione deve garantire “un alto livello di protezione della salute umana”, intendendo la salute come un bene sia individuale che sociale, ma anche come insieme dei servizi sanitari.
 Questa formula costituisce un criterio direttivo per i governi nazionali: non fermarsi alle soglie di “standard minimi garantiti”, ma, nella diversità di capacità di prestazioni tra i vari sistemi, livellare in alto.
 In aggiunta all’articolo 35, la Carta dei diritti fondamentali contiene molte disposizioni che si riferiscono direttamente o indirettamente ai diritti dei malati, e che è pertanto utile richiamare:
 la inviolabilità della dignità umana (articolo 1) e
 il diritto alla vita (articolo 2);
 il diritto alla integrità della persona (art. 3);
 il diritto alla sicurezza (art. 6);
 il diritto alla protezione dei dati personali (art. 8);
 il diritto alla non discriminazione (art. 21);
 il diritto alla diversità culturale, religiosa e linguistica (art. 22);
 i diritti dei bambini (art. 24);
 i diritti degli anziani (art. 25);
 il diritto a condizioni di lavoro giuste ed eque (art. 31);
 il diritto alla sicurezza sociale e all’assistenza sociale (art. 34);
 il diritto alla protezione dell’ambiente (art. 37);
 il diritto alla protezione dei consumatori (art. 38);
 la libertà di movimento e residenza (art. 45).
 Altri riferimenti internazionali
 I quattordici diritti illustrati più avanti sono anche legati ad altri documenti e dichiarazioni internazionali, provenienti in particolare dalla Organizzazione mondiale della sanità e dal Consiglio d’Europa.
 Per quanto riguarda l’OMS, i documenti più rilevanti sono i seguenti:
 La Dichiarazione sulla promozione dei diritti dei pazienti in Europa, approvata ad Amsterdam nel 1994;
 La Carta di Lubiana sulla riforma dell’assistenza sanitaria, approvata nel 1996;
 La Dichiarazione di Jakarta sulla promozione della salute nel 21mo secolo, approvata nel 1997.
 Per quanto riguarda il Consiglio d’Europa, va richiamata in particolare
 la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina del 1997, così come la Raccomandazione Rec(2000)5 per lo sviluppo di istituzioni per la partecipazione dei cittadini e dei pazienti nei processi di decisione riguardanti l’assistenza sanitaria.
 Tutti questi documenti considerano i diritti dei cittadini in campo sanitario come derivanti da diritti fondamentali e formano, pertanto, parte dello stesso processo in cui è inserita la presente Carta.

 I 14 diritti del paziente
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